Dall'Enciclopedia Cattolica
Rita da Cascia, santa. - Mistica agostiniana del sec. XV°, nata a Roccaporena, villaggio sui monti di Cascia nell’Umbria, verso il 1380, morta a Cascia il 22 maggio 1457. Dai genitori Antonio e Amata Mancini ereditò un genuino senso religioso, che la porterà sino all’eroismo.
Suo desiderio, da giovanetta, era di consacrarsi vergine al Signore. Ma costretta dall’ubbidienza, si piegò al giogo coniugale. Sposatasi a un certo Ferdinando, giovane collerico e aspro, sopportò con santa rassegnazione l’indole del marito, troppo amante delle contese e delle risse. Nacquero due bimbi : Giacomo Antonio e Paolo Maria. Dopo alcuni anni di matrimonio, il marito Ferdinando venne assassinato, ma Rita seppe perdonare agli omicidi e cercò di infondere nell’animo dei figli la pietà cristiana. Però quando vide in essi spuntare il germe della vendetta per l’eccidio paterno, preferì che Dio se li ritogliesse, pur di non vedere quelle mani innocenti macchiate di sangue. I figli morirono. Le si riaffacciò allora la brama di consacrarsi a Dio nella vita religiosa. Entrata nel monastero agostiniano in Cascia, si rese modello di perfezione religiosa. Fu degnata anche di un dono particolare (chiese a Gesù una spina della sua corona; e la spina le si conficcò nella fronte, producendole dolori acutissimi). Nel 1450, ansiosa di recarsi a Roma per il Giubileo, la piaga le si rimarginò, per riaprirsi appena tornata a Caccia. Fu canonizzata da Leone XIII il 24 maggio 1900.